Edificio del primo decennio del '600.
E' stata edificata nel luogo in cui probabilmente, nel VI secolo, sorgeva un edificio già dedicato a Sant'Eufemia.
L'interno, a forma di croce latina, è ad una navata, con 8 cappelle laterali.
Si segnalano:
nella I° cappella un affresco settecentesco di Andrea Appiani rappresentante lo Spasalizio della Beata Vergine e di San Giuseppe;
nella III un affresco attribuito a Marco D'Oggiono, allievo di Leonardo da Vinci, che rappresenta la Madonna con Bambino in trono fra S. Eufemia e S. Caterina d'Alessandria;
il Polittico dell'Assunzione della Vergine tra gli Apostoli. Il Polittico, posto sulla parete di fronte all'organo, è composto da un pannello centrale raffigurante l'Assunta; da 8 pannelli laterali nei quali da un lato sono raffigurati: S. Eufemia, S. Ambrogio, S.Antonio e S. Bernardo; nell'altro lato da: S. Apollonia, S. Lorenzo, S. Sebastiano e S. Rocco; da un pannello superiore raffigurante il Padre Eterno.
uno splendido organo settecentesco dei fratelli Serassi.
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Edificio del secolo XI°
L'edificio, che sorge in Piazza della Chiesa, a pianta ottagonale all'esterno e circolare all'interno, in stile romanico, è stato costruito su un precedente battistero, probabilmente a pianta quadrata, risalente al VI secolo.
La vasca, riservata al battistero degli adulti, risale all'VII/IX secolo.
Le pareti interne sono state affrescate con figure di Santi da diversi autori fra il '400 e il '500 circa.
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Nell'inventario delle chiese della diocesi di Milano del XIII secolo essa è segnalata tra quelle di Oggiono.
L'edificio attuale risale al primo quarto del '700.
La facciata è in stile barocco.
L'interno è costituito da due aule sovrapposte: quella inferiore, in stile barocco con qualche segno di rococò, destinata alle assemblee liturgiche; quella superiore con funzione di coro.
Gli affreschi e i dipinti sono di epoche fra '600 e '800.
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La costruzione originale, di cui non resta traccia, risale al secolo XIII ca. ed è stata restaurata nel 1595.
Nel 1745 la chiesa è stata ricostruita nelle forme attuali.
Nel già ricordato inventario delle chiese della diocesi di Milano è elencata fra quelle di Oggiono.
L'interno è caratterizzato dal tardo barocco, denominato barocchetto.
Gli affreschi, i dipinti e gli arredi sacri risalgono ad epoche fra '600 e '800.
All'esterno, affresco del pittore oggionese Paolo Agudio (1863-1914) del 1914.
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Dedicata a San Giobbe, protettore dei bachi da seta.
I muri esterni sono di materiale povero: arenaria locale, elementi raccogliticci e di riutilizzo.
Tre gradini introducono al porticato, incorniciato sulla parte anteriore da una grande serliana di serizzo con quattro colonne di stile tuscanico.
Il fronte e i lati del portico erano affrescati; restano tracce sui lati.
Ai lati dell'ingresso, due finestroni, di serizzo, in barocco settecentesco.
Sul portone di noce, il Buon Samaritano, affresco del pittore oggionese Paolo Cattaneo (1947).
All'interno, sopra il portale c'è un piccolo coro.
L'altare è ricco di fregi; il tabernacolo di noce è sovrastato da una pala - San Sebastiano, la Vergine col Bambino e S. Francesco, del 1670.
In alto la tavoletta rappresentante S. Giobbe, attribuita a Marco D'Oggiono.
Sul soffitto della Sagrestia affresco di Pasquale Agudio.
Al centro della Chiesa c'è un ossario, che raccoglie i resti, probabilmente, delle vittime della peste del Seicento, descritta da A. Manzoni.
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